Il piacere della tradizione emiliana, in un amabile scrigno, perso tra le colline modenesi.
Filosofia Slow Food ed ispirazioni marchesiane.
Una scommessa vinta.
Un piccolo borgo, incastonato nella pace dei colli modenesi. Siamo a Festà, a pochi chilometri da Marano sul Panaro.
Una piazza, intima e discreta. La chiesa di paese. Qualche casolare antico, ricordo di un’epoca contadina, e genuina, ancora molto viva, da queste parti.
Un edificio in pietra, ristrutturato da poco, con grazia. E’ la locanda Marcella, meta del pranzo domenicale.

Nonostante i silenziosi tavolini all’aperto, riparati dal sole, il clima caldo, pur sui rilievi, ci consiglia di scegliere l’interno, per godere del nostro pasto.
Scelta vincente, date le spesse e rinfrescanti mura di una volta (gli anni di esperienza nelle trattorie montanare del sottoscritto, trovano così un degno riconoscimento).
Siamo a casa di Catia Fornari, giovane chef, con un passato nel mondo politico locale, diplomatasi nel 2010 presso la scuola Alma, la fucina di talenti di Gualtiero Marchesi. Da lì, l’investimento nella ristorazione tradizionale e di qualità, alla luce degli insegnamenti appresi negli anni e dell’influenza dello Slow Food.
Così nasce questa scommessa, a conduzione familiare.
Perchè di scommessa si tratta, in un luogo così fuori mano, rispetto alle rotte tradizionali.
L’ambiente, ameno ed ordinato, è decorato con gusto ed un certo fascino vintage.

Menù stagionale ed abbastanza ricco. Legato al territorio, con qualche spinta innovativa.
Partiamo con un Tagliere della Locanda, con prosciutto Modena dop bio, salame montanaro, scaglie di parmigiano reggiano e mignon di crescentine al kamut con lievito madre, unitamente ai Crostini con mousse di olive nere, crema di parmigiano reggiano e pomodori datterini al profumo di basilico. Interessante il primo, più semplice il secondo.

Proseguiamo con i Gnocchi di kamut ai quattro formaggi, decisamente gustosi ed equilibrati.
La lista offre anche altre scelte invitanti, come i Tortelloni con scaglie di parmigiano reggiano, gocce di aceto balsamico e pancetta al pepe nero croccante, i Tortellini verdi alla boscaiola o le Tagliatelle di castagne con prosciutto Bio Modena dop, che meriterebbero un’ulteriore visita.
Di secondo, affrontiamo la Cotoletta croccante con patate arrosto ed il Filetto di maiale con pancetta, entrambi piacevoli, anche se non entusiasmanti.

Il percorso, accompagnato da un classico lambrusco Fattoria Moretto, si conclude con un Semifreddo di ciliegie, con salsa di cioccolato fondente.


La portata migliore, per il nostro famelico gusto.
Pagato il conto, sui 35 euro a testa, ci godiamo l’ombra degli alberi ed il vento delle colline.
In un pomeriggio felice, carico di pensieri e di magnifici sapori.





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