LOST IN AMBITION


Pensieri, sogni, esperienze e sprazzi di bellezza.

#Birrexit

3–4 minuti

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L’uscita della Gran Bretagna dall’Europa è figlia delle scelte di leader fragili, senza una visione, un racconto un orizzonte. A Londra, come a Bruxelles.

Il referendum consultivo, come istituto giuridico della volontà popolare, era legittimato dal tema in questione, legato alla propria sovranità, ma è stato utilizzato a sproposito da Cameron.

Un esercizio di democrazia diretta insidioso, se gli elettori non affrontano con profonda coscienza e preparazione tale scelta, mentre buona parte della classe politica e intellettuale li snobba con spocchia, una volta appreso l’esito del voto.

 

 

Una birra, il sole che tramonta.
Potrebbe sembrare la descrizione di una foto di Instagram, invece è solo un frammento di memoria.
Giovedì scorso.
E’ l’ora dell’aperitivo.
La piazza è piena.

David Cameron
David Cameron

Giovani, da tutto il continente, si ritrovano per il rito laico per eccellenza, in cui incontrarsi, conoscersi, confrontarsi (e bere, più che altro).
Storie della nostra gente, storie dei ragazzi d’Europa.
Fra cui parecchi britannici.
Che, di questa Unione, non fanno più formalmente parte.
Pochi giorni sono trascorsi dall’esito del referendum.
E’ ancora presto, per definire quali saranno le reali conseguenze della scelta compiuta, soprattutto a livello di libero scambio e di immigrazione, anche se è probabile che a perderci alla fine siano entrambe le parti, il Regno Unito specialmente.
Una volontà di autonomia espressa in primis dalla working class, dagli ambienti più popolari e dalle fasce più anziane.
In un momento di crisi sistemica, mentre l’economia fatica a riprendersi e i flussi dalle aree povere del mondo aumentano, i sudditi di Sua Maestà hanno optato per un ritorno al tanto caro Splendido Isolamento.
Una barriera per respingere i problemi, un vallo per riaffermare la propria identità.
Di certo poco europea (già fuori da Schengen e dalla zona Euro, d’altronde), ma ancor meno di cuor di leoni.
E’ però una decisione da rispettare, in pieno.
Si è lasciato che il popolo scegliesse, su una questione legata alla sua sovranità, avendone pieno diritto.
Utilizzare il referendum come scarico dei propri oneri, da parte della classe politica, è un esercizio di codardia e molto pericoloso, ma, in alcuni momenti, tra cui questo, del tutto giustificato (lo è decisamente meno in qualità di presupposto per Cameron, per farsi rieleggere, alle ultime elezioni).
Ciò che è mancato, in questi mesi, a parer mio, è stata anzitutto una guida, un racconto, una voce, capace di indicare e spiegare a tutti perchè potesse convenire rimanere in questa fragile comunità di Stati Uniti d’Europa, come la sognava Churchill.
Si è persa la rotta da seguire, da solcare, se mai ce ne sia stata una, nelle menti e nei cuori dei leader britannici, svaniti nel nulla uno dopo l’altro oppure impegnati in lotte intestine, in puro stile Underwood o Lannister.
Ed è ciò che difetta maggiormente anche a questa Comunità Europea, se non in poche, sparute figure, rinchiusa nella burocrazia e nei tecnicismi dei grigi palazzi brussellesi.
Occorono gli strumenti con i quali le persone, di qualsiasi ceto e provenienza, riescano interpretare la realtà, un’educazione civica di base, una diffusione della cultura.

Commissione Europea
Commissione Europea

Affinchè possano essere davvero liberi di scegliere, prendendosi fino in fondo le proprie responsabilità.
Nascondersi dietro a una barriera o in un’aula parlamentare, millantando una spocchiosa superiorità, è la peggiore delle risposte.
Provare invece a capire perchè in tanti siano lontani da questa bellissima, ma farraginosa idea di unione, fondamentale e indispensabile, per pensare di poter affrontare le sfide internazionali del presente e del futuro, con Cina, Russia, India e Stati Uniti (a partire dal discutibile TTIP), con umiltà, attenzione e pragmatismo, dovrebbe essere la reazione immediata.
Sempre spinti dalla passione, sempre mossi verso una visione.

“Una bella giornata così brutta non l’avevo mai vista”, commentava il vecchio MacBeth, atto I, scena III.
Anche lui con una birra in mano, immagino.
Da buon scozzese, non poteva che essere altrimenti, in fondo.

 

Una risposta a “#Birrexit”

  1. Un post sicuramente scritto di getto, conoscendoti ed avendo imparato ad apprezzare la tua schiettezza intellettuale.
    Mi permetto un solo appunto: Cameron lo hai trattato un po’ troppo coi guanti di velluto.

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